L’inquinamento dell’aria è letale anche sotto i limiti UE

10 dicembre 2013

L’esposizione a lungo termine alle polveri sottili minaccia gravemente la salute anche a concentrazioni più basse dei limiti previsti dall’attuale legislazione europea: ogni aumento di 5 microgrammi per metro cubo a cui si sia esposti per un anno, aumenta del 7 per cento il rischio di morte prematura (red)

lescienze.it

L’inquinamento atmosferico è letale anche al di sotto dei limiti di sicurezza attualmente fissati dall’Unione Europea. Ad affermarlo è lo studio ESCAPE (European Study of Cohorts for Air Pollution Effects ), finanziato dalla stessa UE, appena pubblicato su “The Lancet”.

Più specificamente, prendendo in esame il particolato fine (PM 2,5), la relazione finale dello studio stima che per ogni aumento di 5 microgrammi per metro cubo a cui si sia esposti per un anno, ci sia un aumento del 7 per cento del rischio di morte per cause non traumatiche.

Lo studio, il primo che faccia riferimento a dati esclusivamente europei e non nordamericani, si è basato su 22 precedenti ricerche, così da ottenere un campione complessivo di 367.251 persone. Per ciascuno dei soggetti sono state valutate le concentrazioni medie annue di ossidi di azoto e particolato a cui erano state esposte. Per questa valutazione, i ricercatori hanno considerato la località e l’indirizzo dell’abitazione dei soggetti, e calcolato i livelli di esposione grazie a modelli che tenevano conto della dell’intensità del traffico nelle strade limitrofe fino a cento metri di distanza dalla residenza.

I risultati – ottenuti dopo un follow-up di durata compresa fra i 9 e i 13 anni – hanno mostrato che l’esposizione a lungo termine alle polveri sottili con un diametro inferiore ai 2,5 micrometri rappresenta una grave minaccia per la salute anche per concentrazioni al di sotto dei limiti dell’attuale legislazione europea: l’aumento del rischio di morte per incrementi di 5 microgrammi per metro cubo interessa infatti anche i soggetti esposti a concentrazioni di inquinanti inferiori al limite stabilito dall’Unione europea, pari a un’esposizione media annua di 25 microgrammi al metro cubo.

L’associazione tra l’esposizione prolungata al PM 2,5 e morte prematura è rimasta significativa anche dopo la correzione per una vasta gamma di fattori di confondimento quali fumo, status socio-economico, l’attività fisica, livello di istruzione, e indice di massa corporea. Tuttavia, osservano i ricercatori l’eccesso di morti premature appare molto più significativo negli uomini che nelle donne, una discrepanza per cui non è ancora stata trovata una spiegazione.

http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(13)62158-3/abstract